17/02/2006

Proviamo a cambiare prospettiva

Di solito se non si è ispirati la mattina è preferibile rimanere a letto; non che sotto le coperte si è immuni dal commettere guai, perchè si sa possiamo abusare di noi anche solo pensando, ma quantomeno si circoscrive il pericolo. Ora, non è difficile notare che fuori è un po' diverso in questi giorni, già solo per il fatto che quasi tutte le mattine qualche deficiente mi stringe e mi taglia la strada per rientrare... rientrare da sta cavolo di corsia olimpica!! Torino rossa di manifesti e cartonati messi a copertura, un po' come un mediano che macina chilometri in mezzo al campo, smista palloni e assist ma a cui riconosciamo il solo ruolo di copertura, in difesa. La Torino dello Sponsor Village preso d'assalto, delle file fuori dallo Store e fuori dalle "case", delle tre torri che si stagliano imponenti con disgusto davanti a me ogni mattina (moderna architettura d'avanguardia dicono, così moderna che verranno... hopefully... riutilizzate per l'edilizia popolare), delle telecamere che schizzano sopra le nostre teste in P.zza Castello, della pulizia, della Polizia.
Ma guardando meglio, è tutto sempre al solito posto, qualche luce in più tende anche a valorizzare maggiormente le nostre bellezze. E allora, al ritorno da quel genio di Morricone, apprezziamo la chiesa di San Lorenzo, la facciata juvarriana del nostro Palazzo Madama, il Duomo, la testimonanza di romanità delle Porte Palatine e del teatro romano ancora bianco di neve. Questa è la prospettiva migliore per gustare Torino, una prospettiva che per me non è mai cambiata, un po' disturbata da tutto questo clamore, speriamo di raccoglierne almeno i frutti alla fine di tutto.

Ma non chiedetemi per favore... cosa lascieranno le Olimpiadi a Torino? -S-

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